Bentornati sulle pagine di GVLab – Laboratorio creativo.
Oggi parliamo di Christopher Johnson McCandless, nome di battaglia Alexander Supertramp (12 febbraio 1968 – 18 agosto 1992), il cui mito dopo il libro di J. Krakauer “Nelle terre estreme” del 1996 e il recente film diretto da S. Pean “Into the Wilde”, sembra consegnato definitivamente all’ eternità.
Nel 1990 Chris si spoglia di tutti i suoi beni, dona i suoi risparmi alla Oxfam (confederazione indipendente che lavora per risolvere la povertà e le ingiustizie), abbandona la sua auto, brucia gli ultimi risparmi e, fresco di laurea in Storia e Antropologia, viaggia due anni per gli States e infine raggiunge l’ Alaska.
Qui vive di natura e di libri, procurandosi il cibo con la caccia e coltivando lo spirito.
Un bus abbandonato diventa la sua casa.
All’ interno del bus viene ritrovato morto da due cacciatori, forse per fame o per aver ingerito qualcosa di tossico, dopo 112 giorni di vita selvaggia nel nord e dopo due anni dall’ inizio del suo viaggio.
Il suo ultimo pensiero, scritto su un cartello fuori dal bus, è stato:
“Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e Dio vi benedica tutti.”
Nel vecchio autobus, accanto al cadavere, furono ritrovati numerosi appunti da lui scritti (riportati nel libro e nel film), una macchina fotografica con cui aveva effettuato degli autoscatti (alcuni li vedete qui sotto), una borraccia di plastica verde, alcune pastiglie per purificare l’acqua, un paio di pantaloni imbottiti, guantoni di lana, una bottiglia di repellente degli insetti, un cilindro consumato di Chap Stick, una scatola di fiammiferi, un paio di stivali in plastica marrone e alcuni libri di autori quali Lev Tolstoj, Jack London e Henry David Thoreau.
Se volete saperne di più guardatevi il bellissimo film di S. Pean “Into the Wilde” oppure, meglio, leggetevi il grande libro di J. Krakauer “Nelle terre estreme”.
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Ultimo aggiornamento aprile 2010.








































Ciao, 2 giorni fa sono stati 20 anni dalla sua morte. Ho visto il film, letto il libro e fatto ricerche in rete. Chris McCandless era probabilmente un ragazzo di grande sensibilità ed intelingenza; ma senza una preparazione adeguata è da veri ingenui pensare di sopravvivere in quelle condizioni “estreme”. Riposi in pace.
Ciao Paolo e grazie per il commento. Sono daccordo con te.
L’inesperienza e la giovane età hanno giocato un ruolo decisivo.